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Secca Marassi

Italia, Liguria, Savona, Comune di Finale Ligure
La secca non ricade all’interno di aree protette ma è vicina alla ZSC marina IT1324172 Fondali Finale Ligure
La zona non presenta alcun grado di protezione, tuttavia i diving center locali, la Lega Navale Sez. Finale Ligure promuovono iniziative di bonifica e valorizzazione dei fondali marini.
Secca di Marassi

LAT
LONG
Datum/sistema riferimento

44°10’28”N
8°22’49”E
WGS 84

Profondità massima
Difficoltà

Da -25m a -37m, immersione quadra con discesa e risalita nel blu
Alta

Sulla secca operano diversi centri immersione e si possono stimare circa 800-1000 immersione ogni anno. Inoltre nelle vicinanze la Lega Navale Sez. Finale Ligure a partire dal 2011 ha creato un percorso guidato costiero (sentiero blu) per lo snorkeling naturalistico su fondali marini caratterizzati da beach-rock. Oltre alle attività subacquee, la fauna alieutica della secca attira pescatori sia professionisti che dilettanti.

Attenzione
FRAGILE

Specie
ASPIM

Snorkeling

Diving

Culturale
e naturale

Molto
frequentato

Descrizione sito d’interesse naturale

La Secca di Marassi, situata a circa 900 m da costa, ha una forma allungata disposta parallelamente alla costa, con un perimetro di circa 210 m, ad una profondità tra 25 e 37m. La principale corrente ligure costiera, che sposta grandi masse d’acqua in direzione Est-Ovest, impatta longitudinalmente la secca caratterizzandone la presenza di differenti comunità bentoniche e ambienti sommersi: (1) il cappello della secca con dominanza di alghe sciafile infralitorali; (2) il lato sud con parete verticale, ingrottamenti e anfratti, con  gorgonie (Leptogorgia sarmentosa); (3) il lato est ed ovest con inclinazione più modesta, caratterizzato da massi sparsi colonizzati tra gli altri da poriferi. Sulla sommità della secca sono diffuse Halimeda tuna, Flabelia petiolata, Codium bursa, Padinia pavonica, e Acrosymphyton purpuriferum. Spesso queste formazioni algali sono disposte su rocce ricoperte da alghe coralline, come Lithophyllum strictaeformae e Peyssonnelia spp. Comune sulla sommità anche la presenza di policheti sedentari, tipo Sabella spallanzanii. Ai lati del cappello distinguiamo principalmente due zone: la parete sud ricca di anfratti, che in alcuni casi si trasformano in vere e proprie grotticelle, ed una con andamento più uniforme e regolare, senza cavità evidenti e con meno tane (lato est ed ovest). La prima zona presenta volte ricoperte da spugne, tra cui le specie protette Sarcotragus foetida, Axinella cannabina e Axinella polypoides e dal madreporario Leptopsammia pruvoti, dal tipico colore giallo. Non mancano specie ittiche tipiche delle grotte come Apogon imberbis e Phycis phycis e crostacei (Stenopus spinosus e Galathea strigosa). Ai margini della secca di Marassi, verso ponente, è presente un residuo bellico, caratterizzato da una grossa mina di forma sferica risalente alla seconda guerra mondiale adagiata sul fondale sabbioso ad una profondità di 35 m.

Scheda percorso

Foto